Guida alla carrozzina elettrica

Articolo scritto il 10 maggio 2007 da Roberto Poppi Commenti

Carrozzine elettriche

Per chi soffre di gravi limitazioni motorie, anche agli arti superiori, la carrozzina elettrica è fondamentale per garantire più autonomia nella mobilità; essa rappresenta quindi un modo per liberare la persona disabile da condizioni di totale dipendenza e per migliorare la qualità di vita nel suo insieme.
Alle persone che sono in grado di spingere la carrozzina manuale, ma con fatica, il mezzo elettronico permette di percorrere distanze più lunghe, di avventurarsi su terreni più accidentati, di spostarsi con maggior velocità e di risparmiare le energie fisiche necessarie ad altre funzioni.
I modelli di carrozzine elettriche sono numerosi e si adattano ad esigenze molto varie. Per scegliere l'ausilio è quindi indispensabile analizzare tutte le necessità della persona disabile, in particolare:

 

L'AMBIENTE DOVE SARA' UTILIZZATA LA CARROZZINA
Le carrozzine elettriche disegnate per uso interno o esterno sono molto diverse; nei due modelli varia infatti la posizione delle ruote motrici, la potenza del motore, la robustezza del telaio.
Così, alcune carrozzine possono correre su terreni accidentati, superare dislivelli e risalire pendenze elevate; mentre le altre, con ruote piccole, di dimensioni totali limitate, sono più adatte per muoversi agevolmente in casa, negli ambienti più stretti e su superfici piane.

LE CONDIZIONI DI GUIDA
Per persone con gravi limitazioni nell'uso degli arti superiori è spesso necessario valutare, prima dell'acquisto, la funzionalità degli arti superiori o della zona del corpo che dovrà manovrare il sistema di guida. In fatti l'utente può comandare la carrozzina anche tramite un joystic sotto il mento o dietro la nuca, pertanto è indispensabile effettuare delle prove e osservare come sia possibile sfruttare meglio le capacità residue.
Le carrozzine più sofisticate hanno molte possibilità di regolazione del comando in modo, ad esempio, da evitare che tremori o movimenti bruschi, intralcino l'andamento regolare del mezzo.
Nei casi più complessi è fondamentale analizzare l'efficacia del sistema di comando, la sua posizione e il suo controllo collocando il paziente in un sistema di postura personalizzato.

LA POSTURA SEDUTA
Molte persone che si muovono in carrozzina elettrica non hanno la capacità di mantenere il controllo attivo della posizione seduta. Oltre al posizionamento corretto del corpo, per assicurare alla persona disabile un rapporto di seduta particolarmente stabile e contenitivo, è importante tenere in considerazione anche fattori come la velocità di spostamento e le frenate.
L'evoluzione dei materiali disponibili in commercio permette oggi di affrontare il problema della postura indipendentemente dalla scelta del modello di carrozzina.
Inoltre è importante ricordare la possibilità, sui modelli di carrozzine più sofisticate, di modificare la posizione del sedile (reclinazione, elevazione), sfruttando il comando elettronico.
Questa caratteristica consente a persone con gravi limitazioni motorie, di modificare la postura autonomamente durante l'arco della giornata, aspetto molto utile sia a scopo funzionale che per dare sollievo alle zone del corpo sottoposte a elevata e prolungata pressione.

IL TRASPORTO DELLA CARROZZINA
Nonostante la possibilità di smontarne alcune parti (ruote, batterie) o, se il telaio lo consente, anche di piegarla, la carrozzina elettrica rimane un ausilio difficile da trasportare per il suo ingombro e per il suo peso.
Anche per questo motivo l'operatore deve ottenere informazioni sufficienti da parte del disabile e della sua famiglia prima di scegliere il modello più adatto per gli spostamenti.

<fonte www.nolimit.it>