Potenza, una bimba down esclusa dalla foto di classe con tutti i suoi compagni...
La fotografia con tutti i compagni di classe è un incontro che tutti gli anni, accade puntualmente in ogni scuola. Ma per la piccola Mariapaola Vergallito, una bambina colpita dalla sindrome di down, quell’immagine non ricorderà certo un ricordo felice. Volete sapere il perché. Era il mese di giugno quando la mitica di foto ricordo della quinta elementare è stata data a tutti gli scolari della classe, compresa la bambina down.
Peccato che solo la figura consegnata alla Mariapaola Vergallito era la versione completa. I suoi amici, invece, hanno ricevuto quella in cui l’amichetta colpita da sindrome di down è stata censurata. L’azione vergognosa è accaduta a Senise, in provincia di Potenza, lo scorso giugno al fine dell’anno scolastico.
A scoprire la realtà di una doppia foto ricordo sono stati il padre e madre della bambina, all’inizio del nuovo anno scolastico, grazie ad un coetaneo di Mariapaola che ha evidenziato che la sua foto era diversa da quella della sua compagna. I maestri della bambina hanno chiesto scusa ai genitori che si sono detti addolorati, poi hanno giurato di aver agito in buona fede, chiarendo che la prima foto era venuta male e il giorno in cui è stata rifatta, Mariapaola era assente.
Purtroppo non è la prima volta che le persone disabili sono al centro di spiacevoli vicende di esclusione. Lo scorso luglio una bimba, anche lei down, si è vista rifiutare il diritto d’intervenire alla colonia estiva programmata dal Comune di Poggio Imperiale. Quando la madre consegnò la domanda di partecipazione, la ragazzina disabile, che è ben integrata con i suoi compagni in tutte le attività scolastiche, si è sentita dire che non potevano accogliere la richiesta.
I ragazzi down sono persone donate di un’eccezionale sensibilità, però spesso sono vittime colpite da un’esclusione sociale che non rende giustizia alle loro potenzialità. Per fortuna non è sempre così.
Da sei mesi una ragazza di Palermo colpita da sindrome di down è diventata dottoressa, infatti, si è laureata in Lettere conseguita presso l’Università del capoluogo siciliano, con uno scintillante risultato di 105/110. Giusi, ventisei anni, è la prima donna italiana disabile ad aver raggiunto l’obiettivo della laurea. Ora, spera di rendere concreto un altro sogno e cioè quello di diventare un’insegnante di scuola elementare.
Tutti i bambini e i ragazzi down frequentano la scuola (il 97% fino ai 14 anni), ma nonostante questo si stima che solo il 10% riesce ad accedere al mondo del lavoro. Da una ricerca del Censis realizzata nell’ambito del progetto pluriennale “Centralità della persona e della famiglia: realtà o obiettivo da raggiungere?” emerge che un adulto down su quattro sta a casa e non svolge alcuna attività.
A Bologna, voglio ricordare che dal 6 al 9 ottobre, si commemora la giornata nazionale della persona con sindrome di Down con una serie di episodi che parleranno di vari temi come l’integrazione sociale, il lavoro, la formazione e lo sport.
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