TEATRO: CHI E' DI SCENA!
Cremona - A grandi linee è il “curriculum” che presenta questa Associazione cremonese che è sorta per dar seguito a quel meraviglioso sorriso pieno di bontà che illuminava il bel volto di Giorgia, stella brillante che si è spenta troppo presto.
L’Associazione Giorgia nasce nel 1997 con l’intento di dare seguito ai valori e alle azioni di volontariato portate avanti da Giorgia Calabrese, prematuramente scomparsa all’età di 22 anni.
Durante questi anni l’Associazione si è impegnata in attività di volontariato diretto, con assistenza e supporto a disabili e alle loro famiglie…Attraverso il contatto di alcuni volontari che sono venuti a conoscenza di situazioni di disabilità nello stato del Ruanda, l’Associazione ha contribuito a sostenere l’attività scolastica di una bambina disabile, figlia di una numerosa famiglia da sempre in contatto con una famiglia cremonese.
Alcuni volontari inoltre, settimanalmente prestano opera di volontariato in situazioni di famiglie con familiare in grave situazione di disabilità, portando aiuto soprattutto di sostegno e di compagnia. Dal 2006 inoltre l’Associazione è promotrice di un percorso teatrale che vede la compresenza in scena di giovani disabili e normodotati. Se nel primo anno i partecipanti al laboratorio sono stati 15, si è passati a 19 giovani nell’anno 2007-2008.
La valenza culturale, oltre che sociale ed artistica dell’attività è stata molto apprezzata dalla cittadinanza cremonese. Infatti 4 sono state le repliche del primo spettacolo messo in scena “Abbiamo perso il filo?” e 4 saranno anche le repliche della seconda rappresentazione “Mani in alto!”
Nell’anno 2008/09 il numero dei partecipanti si è raddoppiato e e si sono formati due gruppi di circa 25 ragazzi ciascuno.
Ben volentieri pubblichiamo il progetto che essa promuove: “CHI E’ DI SCENA”. A tale proposito presentiamo un inciso di, Bruno Bonardi, Presidente dell’Associazione Giorgia.
- CHI E' DI SCENA, legato al tema dell'arte come strumento di integrazione sociale ed aperto a tutta la cittadinanza, vede il coinvolgimento di importanti artisti di livello nazionale che lavorano nell'ambito della diversabilità.
- PRESENTAZIONE:
Liberare l'arte, far cadere le frontiere dell'espressività.
Sfide a cui la società sembra aver rinunciato, avendole da tempo appaltate ai professionisti o alla comunicazione mediata dalle tecnologie.
Sfide che non hanno schemi o risposte precostituite, ma interpellano, ogni volta, la fantasia di chi osa porsele.
Sfide comunque irrinunciabili, perché riguardano il modo in cui si dà senso all'apparire sulla scena del mondo dei singoli uomini, dei gruppi sociali, delle comunità civili.
Dunque sfide da sperimentare, senza barriere e senza rete, direttamente sul campo, con il contributo di chi ha cuore per mettersi in gioco. Ma anche da porre in comune, per trovare soluzioni nuove, per provare almeno a calarsi - ogni tanto - nei panni degli altri. Sfide su cui riflettere, infine, perché ciascun “fare” racchiude un pensiero, un'idea di mondo.
Questo è il compito del “teatro sociale”, di una pratica che, come dice Claudio Bernardi, “si occupa dell'espressione, della formazione e dell'interazione di persone, gruppi e comunità, attraverso attività performative che includono i diversi generi teatrali”: un luogo in cui le diverse storie, personalità e abilità costruiscono comunicazione teatrale e tessuto relazionale; in una parola costruiscono esperienze.
Per questo tutti sono abili e scritturati: chi fa, chi pensa e chi guarda. Soprattutto, chi condivide.
Renè

L’Associazione Giorgia nasce nel 1997 con l’intento di dare seguito ai valori e alle azioni di volontariato portate avanti da Giorgia Calabrese, prematuramente scomparsa all’età di 22 anni.
Durante questi anni l’Associazione si è impegnata in attività di volontariato diretto, con assistenza e supporto a disabili e alle loro famiglie…Attraverso il contatto di alcuni volontari che sono venuti a conoscenza di situazioni di disabilità nello stato del Ruanda, l’Associazione ha contribuito a sostenere l’attività scolastica di una bambina disabile, figlia di una numerosa famiglia da sempre in contatto con una famiglia cremonese.
Alcuni volontari inoltre, settimanalmente prestano opera di volontariato in situazioni di famiglie con familiare in grave situazione di disabilità, portando aiuto soprattutto di sostegno e di compagnia. Dal 2006 inoltre l’Associazione è promotrice di un percorso teatrale che vede la compresenza in scena di giovani disabili e normodotati. Se nel primo anno i partecipanti al laboratorio sono stati 15, si è passati a 19 giovani nell’anno 2007-2008.
La valenza culturale, oltre che sociale ed artistica dell’attività è stata molto apprezzata dalla cittadinanza cremonese. Infatti 4 sono state le repliche del primo spettacolo messo in scena “Abbiamo perso il filo?” e 4 saranno anche le repliche della seconda rappresentazione “Mani in alto!”
Nell’anno 2008/09 il numero dei partecipanti si è raddoppiato e e si sono formati due gruppi di circa 25 ragazzi ciascuno.
Ben volentieri pubblichiamo il progetto che essa promuove: “CHI E’ DI SCENA”. A tale proposito presentiamo un inciso di, Bruno Bonardi, Presidente dell’Associazione Giorgia.
- CHI E' DI SCENA, legato al tema dell'arte come strumento di integrazione sociale ed aperto a tutta la cittadinanza, vede il coinvolgimento di importanti artisti di livello nazionale che lavorano nell'ambito della diversabilità.
- PRESENTAZIONE:
Liberare l'arte, far cadere le frontiere dell'espressività.
Sfide a cui la società sembra aver rinunciato, avendole da tempo appaltate ai professionisti o alla comunicazione mediata dalle tecnologie.
Sfide che non hanno schemi o risposte precostituite, ma interpellano, ogni volta, la fantasia di chi osa porsele.
Sfide comunque irrinunciabili, perché riguardano il modo in cui si dà senso all'apparire sulla scena del mondo dei singoli uomini, dei gruppi sociali, delle comunità civili.
Dunque sfide da sperimentare, senza barriere e senza rete, direttamente sul campo, con il contributo di chi ha cuore per mettersi in gioco. Ma anche da porre in comune, per trovare soluzioni nuove, per provare almeno a calarsi - ogni tanto - nei panni degli altri. Sfide su cui riflettere, infine, perché ciascun “fare” racchiude un pensiero, un'idea di mondo.
Questo è il compito del “teatro sociale”, di una pratica che, come dice Claudio Bernardi, “si occupa dell'espressione, della formazione e dell'interazione di persone, gruppi e comunità, attraverso attività performative che includono i diversi generi teatrali”: un luogo in cui le diverse storie, personalità e abilità costruiscono comunicazione teatrale e tessuto relazionale; in una parola costruiscono esperienze.
Per questo tutti sono abili e scritturati: chi fa, chi pensa e chi guarda. Soprattutto, chi condivide.
Renè






